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Il tempio di Arunachaleswara è lungo 450 metri e largo 207 metri.  Il museo del tempio è stato costruito da Vellala (conosciuto anche come re Bhallala o Bhalla). La torre a Est è alta 65 metri e ha 11 piani. Ci si potrebbe andare e sedersi. Si dice che questa torre sia stata costruita da Praudda Deva Rayar. Se entriamo da est nel primo perimetro troviamo subito una corte, e in questa se guardiamo verso sud-est c'e' un giardino di fiori e nella parte nord troviamo una corte con 1000 colonne.

Nella parte sud-ovest si scende in una cella dove c'è il Linga di Eswara.

Fino a questo scritto, non è mai stata fatta nessuna puja in questa cella; questo luogo era buio, umido e trascurato. Era il luogo del tapas di Ramana, ma nel 1949 un devoto di nome Taleyarkhan lo fece ripulire, lo fece restaurare e lo fornì di elettricità. Oggi vi troviamo una foto di Sri Bhagavan e le puja si svolgono regolarmente. Nella parte ovest della corte con le 1000 colonne c'è il parcheggio e dietro c'è il giardino dei fiori che per qualche inspiegabile motivo si chiama ‘Vazhaithotam’ (il giardino delle banane).

Nella parte sud della prima area recintata c'è la grande vasca sacra e si dice che sia stata costruita da Sri Krishnadeva Raya. Al suo nord si trovano due santuari - conosciuti come il “santuario di Kambathilayanar” nella parte est e il “santuario di Siragangai Pillayar” nella parte ovest. “Ilayanar” vuol dire il più giovane - il nome di Svami Subrahmanya. “Pillayar” vuol dire Vighneswara.

C'e' una leggenda su “Kambathilayanar”: Praudda Deva Raya regnava durante l'impero  Vijayanagara nel 1450 AD.

Era un ammiratore del poeta Arunagirinathar di Arunachala. Ciò era intollerabile per il poeta Sambanda Andan, che non sopportando le adulazioni dimostrate ad Arunagirinathar, sfidò il re dicendo che se il poeta era veramente bravo poteva dimostrarlo presentando al re la sua divinità preferita, Subrahmanya. 

Il re che desiderava avere la visione della Divinità, implorò il poeta di soddisfare il suo desiderio.

Arunagirinathar gli disse: “Usiamo questi occhi per vedere il mondo fisico ma non potrebbero sopportare la vista del Signore. Comunque glielo chiedo e te lo farò sapere.” Arunagirinathar pregò Subrahmanya  che gli disse, “ Se il re mi vede diventerà cieco. La decisione è solo sua”.  Il poeta riferì, e il re rispose, “lasciami diventare cieco devo vederLo,”
Arunagirinathar invitò il Signore che apparve come colonna. Il re ebbe così il suo Darshan.
Visto che il Supremo si manifestò come colonna (kamban) è conosciuto anche con il nome di “Kambathilayanar”.

Nella parte ovest dello Sivaganga, lungo la via per la pradakshina, ci sono alberi immensi (alberi ippa). Alla base di uno di questi alberi è stata costruita una piattaforma. Come si entra nella seconda area cintata, per prima cosa notiamo la torre che fu costruita dal Ballala. A nord della torre c'è il santuario di Subrahmanya, è conosciuto come “Gopura Subrahmanya Svami”.
 
C’è una leggenda sul Gopura: "Subrahmanya Muthu, un devadasi, viveva ad Arunachala con suo figlio e sua figlia. Il figlio si chiamava Arunagirinathar. Quando era piccolo sua madre morì lasciandolo solo con la sorella che lo avrebbe accudito. Prima di morire la madre chiese alla figlia di soddisfare qualsiasi desiderio del fratellino. Arunagirinathar diventò un giovane libertino, che non ascoltava i consigli della sorella, benchè avesse speso tutti i suoi soldi e anche quelli di sua sorella le richieste di denaro continuavano finché un giorno la sorella gli disse: ”Mamma mi chiese di soddisfare tutti i tuoi desideri. Il tuo unico desiderio è quello di divertirti con le donne, bene sono pronta a soddisfarlo: Pensa che se nostra madre è una ed è la stessa, i nostri padri invece sono vari, quindi non c'e' niente di male,” così dicendo, lo toccò. In quell'istante Arunagirinathar si rese conto dell'enormità del suo abbrutimento e in un attacco di senso di colpa e pentimento, salì sulla torre Ballala e si buttò giù per metter fine alla sua vita. Il dio Subrahmanya lo prese fra le braccia, gli diede un rosario e lo iniziò nel mantraQuesta e' una leggenda e con questo finisco la storia del Tempio di Arunachaleswara."

Coloro che desiderano meditare in solitudine e vogliono trovare concentrazione ci sono tanti luoghi solitari: Le torri del tempio, i giardini fioriti e la corte delle 1000 colonne.

Questi sono i luoghi più frequentati ma ancora nessuno ha visitato la parte sud dello “Sivaganga” durante la notte.