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Nessun ragionamento può penetrare la mente chiusa.

Lasciata la verità brillare, risplendere come il sole.

Accovacciati nel loro angolo oscuro,
essi vogliono trovare qualche tremolante candela,
fino al compimento del giorno della vita.
Anche se noi cantiamo come angeli nelle loro orecchie
loro non vogliono ascoltare.

Solo quelli nelle cui orecchie abita il presagio,
maturato, sebbene schiacciato e negato,
saluteranno il rintocco delle campane d’oro
e accoglieranno la verità quando tutti la deridono.
Che riescono a vedere un debito posto su essi
e che nessuno vuole adempiere.

Solo per quelli che vedono, solo per i pochi
che avranno l’intrepida saggezza di sollevarsi
e barattare il tempo dei falsi valori per la verità,
che trasmutano la loro vita in una impresa eroica
per rivendicare il loro retaggio da lungo (tempo) smarrito,
non badando al sacrificio.

E fuori di questa così nobile compagnia,
il Graal incontra il trepidante labbro
di colui che lo ricerca sulla Vetta della montagna,
o di colui che persistentemente cerca,
ancora, sulla montagna, la gloria e la meta
dell’anima risvegliata

 

di Arthur Osborne