| 25. Seshadri Swami |
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| Scritto da Pingali Surya Sundaram |
| Domenica 25 Gennaio 2009 17:50 |
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Per gli abitanti di Arunachala, se il Maharshi era il sole, Seshadri era la luna. Entrambi unici, ognuno a suo modo. Seshadri, Bramino Ashtasahasram, nacque nel 1870 a Vazhur nel distretto di Vandasi. Perse suo padre molto presto, e uno zio di sua madre, Kamakoti Sastriar, musicista e studioso dei purana , lo portò con lui. Seshadri aveva una memoria tenace, era esperto in musica vocale e del sapere puranico. Molto giovane approfondì gli studi sanscriti e fu all’altezza di comporre poesie in sanscrito.
La divinità preferita di Seshadri era la Dea Kamakshi di Kanchipuram. Andava giorno e notte intorno al suo santuario recitando Mukapanchasati, cinquecento sloka in sua preghiera. A quindici anni fu iniziato allo sakti (Bala) mantra e alle pratiche spirituali nel cuore della notte, solo, in un cimitero adiacente il fiume, vicino al santuario Periandavar. Ottenne la visione della Dea Sakti.
Seshadri evitava la compagnia della gente e la evitava agendo come un matto, tirandogli dietro le pietre.
Quando vide Ramana notò che era un anima realizzata che dimorava nel Sé. Sviluppò un grande amore per Ramana.
Seshadri che declinava inviti da chiunque, di sua spontanea volontà, occasionalmente, andava a Pavalakundru dove Ramana risiedeva, e sedeva con i devoti per il pasto. Seshadri mentre mangiava spruzzava riso per terra, e a questo i devoti di Ramana obbiettavano. Conveniva con loro e aveva la cura di assicurarsi che il riso non cadesse a terra. Usava visitare la casa di Echammal anche senza invito da parte sua. Seshadri amava i discepoli del Maharshi e li consigliava di abbandonarsi a Lui.
Un certo Venkataramana Ayyar desiderava avere il darshan del Maharshi, in quel momento si trovava in piedi davanti a Sehadri. Seshadri che lesse i suoi pensieri disse, “Il darshan del Maharshi purificherà la mente” e lo incoraggiò ad andare. Un altro devoto del Maharshi, Somasundara Swami, lasciava l’ashram, per alcune ragioni, con l’intento di trovare un altro guru e cercava il consiglio di Seshadri. Seshadri comprese ciò che Somasundara Swami voleva chiedergli e disse, “Ritorna da Ramana.” Ma Somasundara Swami esitava e Seshadri urlando gli disse, “Vai, vai da Ramana Swami” Somasundaram ritornò immediatamente all’ashram, era circa mezzanotte.
Seshadri diceva sempre che bisognava seguire un solo sentiero e un solo guru. Così se qualcuno devoto di Ramana andava da lui, egli lo esortava ad andare da Ramana.
In una circostanza chiese a T.V. Subrahmanya Ayyar, che aveva grande devozione per il Maharshi, “Ci sono tre linga qui, lo sai?”
Ayyar: Il colle è il solo linga. E’ lo jyotirlingam.
Seshadri: No e tu sai che ci sono tre linga.
Ayyar: Non lo so, ma quali sono gli altri due linga, Swami?
Seshadri: Anche tu li conosci.
Ayyar: Mi dispiace, non li conosco.
Seshadri: Le persone dicono che è Ramana Swami.
Ayyar: D’accordo, chi è il terzo?
Seshadri: Anche tu lo conosci.
Ayyar: Non lo conosco, Swami.
Seshadri: Il terzo linga è conosciuto come ‘Seshadri’.
Ayyar: Esso è te?
Seshadri: Tu lo conosci, non è vero?
Ayyar: Non lo conosco.
Seshadri: Si, esso è me. Ci furono occasioni in cui Seshadri disse che egli non era differente da Ramana.
Lakshmi Ammal venne ad Arunachala per servire il Maharshi e stare da Echammal. Un giorno sulla strada dell’ashram del Maharshi si imbattè in Seshadri Swami e si rammaricò di non poter garantire di servirlo. Seshadri afferrò i suoi pensieri non detti e per scemare il suo dolore le disse, “Cosa succede se il servizio è là (a Ramana) o qui (a Seshadri)?”
Per facilitare dhyana, un Sastry di Chidambaram usava dell’oppio sebbene il Maharshi lo avvertì di non essere favorevole all’uso di droghe. Capitò, vista la non purezza dell’oppio,che la mente del Sastry divenne perversa e spuntarono ogni sorta di pensieri. Non sapendo cosa fare corse al tempio di Kambathu Ilayanar e aspettò Seshadri. Quando arrivò si prostrò ai suoi piedi e non riuscì a dire nulla, ma fu ammonito: “Ti avevo avvertito contro l’uso della droga ma tu hai persistito.” Queste non furono le parole di Seshadri, ma del Maharshi. Il Sastry realizzò che Seshadri disse quelle parole per dimostrare che non c’era differenza tra lui e il Maharshi.
Tiruvallur Subrahmanya Mudaliar era un uomo di affari, rimaneva coinvolto in molte liti per avere più ricchezza. Per questa ragione Seshadri lo rimproverò diverse volte. Nel 1910 Seshadri andò nella grotta dell’albero di mango dove Mudali era in presenza del Maharshi e disse a Mudaliar, “Guarda, la rendita del giovane fratello è diecimila al mese; la mia è di mille, perché non tenti di guadagnare almeno cento?” Mudaliar comprese che la ‘rendita’ menzionata significava ricchezza spirituale e che ‘Giovane fratello’ significava il Maharshi, e replicò, “Dove è il tempo Swami, io sono immerso in varie transazioni”. Persistendo, Seshadri gli disse più volte che l’‘atma vidya’ era facile e senza profitto. Fu in un'altra occasione che Seshadri gli disse improvvisamente “Tu sarai marchiato come peccatore per aver ucciso il Brahman.” Il cuore di Mudaliar saltò di colpo, corse dal Maharshi per cui nutriva grande riverenza e gli raccontò di Seshadri. Il Maharshi lo consolò dicendo “Si è vero. Poiché tu non desideri conoscere che sei Brahman, equivale a uccidere Brahman, non c’è nulla di sbagliato in quella descrizione.”
Se Seshadri venerasse Dio con attributi o senza è narrato nel capitolo “Giripradakshina.” Si dice che aveva grande devozione al Lord con attributi. Descrisse anche il nirvikalpa samadhi. Parole appropriate per concludere sono quelle che, egli venerò anche l’Uno, il Senzaforma.
Un giorno, Seshadri stava guardando un bufalo nell’agraharam, arrivò V.C. Narayana Ayyar che gli chiese cosa stesse guardando. Seshadri disse “Questo.” Ayyar gli chiese se si stesse riferendo al bufalo. Seshadri si girò verso di lui e gli chiese di dirgli chi fosse. Ayyar replicò, “E’ un bufalo.’ Seshadri disse, “E’ un bufalo? Tu bestia, avresti fatto meglio a riferiti a lui come Brahman” e andò via.
Seshadri Swami conseguì le Siddhi il 14 gennaio del 1929
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Dopo, Seshadri andò in diversi posti per acquisire la conoscenza nei mantra e, finalmente nel 1890 raggiunse Arunachala dove rimase sino alla sua fine. Aveva acquisito poteri occulti come leggere i pensieri degli altri, chiaroveggenza e vaksiddhi.