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Dal 1935 arriviamo agli ultimi mesi del 1938, dove, nel film, vediamo per prima cosa il Bhagavan che attraversa allegramente la sua amata Arunachala. Nella mano sinistra reca un kamandalu, mentre nella destra reca un bastone da passeggio. Il suo telo copre la parte anteriore del corpo, dal petto giù fino oltre la koupina. Il telo non è legato ma piuttosto piegato sotto le ascelle e trattenuto tenendo la parte superiore delle braccia vicino al corpo. Benché non si possa vedere la sua schiena, possiamo presumere che non sia coperta. 

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Il Presidente dello Sri Ramanasramam, Sri T. N. Venkataraman, ricorda che questo film fu realizzato da Jayadevlal Dave nel 1938. Un indizio per una data più precisa può essere ricostruito grazie alla presenza di Guy Hague, un ingegnere minerario americano. Nei “Dialoghi con Sri Ramana Maharshi”, dialogo numero 594, datato 15 Dicembre 1938, è menzionato "...Mr. Hague, l’ingegnere minerario americano che ha risieduto temporaneamente qui negli ultimi due mesi." In tal modo possiamo desumere che il film fu realizzato in Ottobre, Novembre o Dicembre del 1938. Il Bhagavan è fresco di rasatura nel film, ed è risaputo che Egli si radeva ogni mese nel giorno di Purnima (plenilunio). Nel 1938 il Purnima cadde il 9 Ottobre, il 7 Novembre e il 7 Dicembre. Dunque, se la dichiarazione nei Dialoghi ("...ha risieduto negli ultimi due mesi ") è corretta, il mese di Ottobre non deve essere considerato. Supponiamo dunque che questo film sia stato girato in Novembre o Dicembre 1938. Con l’aiuto del registro degli ospiti dello Sri Ramanasramam possiamo, verosimilmente, ricostruire la data esatta.

Nel film il Bhagavan appare gioioso mentre cammina sulla montagna, sul lato nordovest rispetto all’ Ashram. E’ seguito da T. K. Sundaresa Iyer, Guy Hague (in pantaloni corti, con una maglietta bianca, sandali e una canna, con un cappello simile a quelli da safari sotto il braccio destro), Krishnaswami (un servitore), qualcuno del gruppo di ripresa (evidente dagli accessori della telecamera appesi al braccio), e Annamalai Swami, che più tardi si aggiunge al gruppo.

Annamalai Swami è stato a lungo residente dell’asramam ed ha duramente lavorato alla costruzione degli attuali edifici dell’asramam. Nei Dialoghi e in altri libri dell’asramam troviamo numerosi riferimenti a lui. Sorprendentemente, cinquantatre anni dopo la realizzazione di questo film, il servitore Krishnaswami e Annamalai Swami risiedono ancora ai piedi della Sacra Montagna, a Palakottu ad ovest dell’asramam. Gli ideali e gli insegnamenti assimilati dalla loro lunga frequentazione del Maharshi sono rimasti intatti ed entrambi hanno vissuto una vita austera e semplice per tutti questi anni.

T. K. Sundaresa Iyer cammina direttamente dietro il Bhagavan, e ad un certo punto lo vediamo piegare il torso verso destra, gesticolare e parlare al Bhagavan in maniera molto umile ed implorante. Bhagavan sembra rispondergli, benché non volti mai il capo durante la risposta.

Si dice che Guy Hague si fermò al Ramanasramam per due anni e mezzo. Sembra che fu richiamato in America all’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Si specula sul fatto che egli ispirò la figura del protagonista del romanzo di Somerset Maugham, The Razor's Edge. Ci sono molte somiglianze. Inoltre, ci sono molte similitudini tra Bhagavan e lo Yogi indiano rappresentato dall’autore nello stesso romanzo. Maugham rese visita al Maharshi e l’evidenza rivela che ne fu profondamente impressionato.

Alla fine il gruppo, dopo essere entrato nell’asramam dal lato nord, scende le scale e giunge davanti alla Sala Antica, dove una sedia larga, con cuscini, è stata posizionata all’esterno. Il Bhagavan siede sulla sedia, asciuga con il telo il sudore dalla sua fronte, mentre Krishnaswami asciuga i suoi piedi con un altro telo. Gli viene data da bere una tazza d’acqua, che egli sorseggia nella tipica maniera dell’India del Sud. Nel frattempo, Madhava Swami (un altro servitore) prende un ventaglio e inizia a ventilarLo. Bhagavan alza i piedi sulla sedia, si volta verso la macchina da presa e fa un ampio, grazioso sorriso. Subito dopo, Krishnaswami libera Madhava dal compito di ventilare, ma Bhagavan subito commenta, gesticolando con entrambe le mani, e scuote rapidamente il capo. Il messaggio sembra chiaro: basta ventilare. Krishnaswami continua e la scena si chiude.

Tutto ciò che è stato appena descritto comprende soltanto un minuto e quindici secondi di filmato. Sebbene breve, è un documento rilevante, essendo uno dei due soli brevi filmati esistenti degli anni Trenta. Il Maharshi stava avvicinandosi al suo cinquantanovesimo compleanno.

 

September/October 1991
vol. 1 - No. 5