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I seguenti due minuti del filmato a 16mm sono una continuazione del film del 1938 di cui si è parlato nello scorso numero, girato da Jayadevlal Dave. Inizia con l’inquadratura della sala da pranzo di recente costruzione, ripresa dalla collina, da un centinaio di metri d’altezza. Questa cucina combinata con la sala da pranzo, costruita con pietre locali e materiali d’alta qualità, era la più ampia costruzione dello Sri Ramanasramam a quell’epoca – certo, alcuni scettici credevano fosse ingiustificatamente grande. Ma, in realtà, si trattava di un’impresa previdente, verso la quale Jayadevlal Dave dev’essere stato spinto a fissare la sua telecamera con  risultati significativi.  

Dalla sala da pranzo la telecamera si sposta di poco verso ovest, riprendendo la gosala (capanno per la mucca) ed altri edifici, per la maggior parte nascosti dalla vegetazione rigogliosa. Quindi mostra il nuovo ufficio e la libreria, a fianco di "SRI RAMANASRAMAM, UFFICIO, NIRANJANANDA SWAMI, C. R. SARVADIKARI” scritto sull’entrata. L’edificio dell’ufficio, anch’esso una struttura ben costruita, esiste ancora oggi ed è utilizzato come magazzino e per impacchettare i libri che vengono ordinati. Si trova giusto a nord della Sala Samadhi. E quando la Sala Samadhi venne costruita nel 1970, l’intero edificio della libreria fu raso al suolo e lo spazio incorporato nella grande Sala, per custodire il Lingam sulla tomba di Bhagavan.

Si torna poi alla Sala Antica dove vediamo rapidamente Jayadevlal Dave e Krishnaswami. La camera mostra velocemente la montagna sacra, poi inquadra una pietra imbiancata recante la scritta "Skandasramam" in inglese e in Tamil, con una freccia che indica la direzione. Ancora oggi tale pietra viene imbiancata e dipinta con lo stesso messaggio.

A questo punto, il Maharshi entra nella scena scendendo dalla sua amata montagna, seguito dal suo devoto attendente, Madhava Swami. Prima di entrare nello spazio dell’asramam, Dave entra in campo con le mani giunte per offrire un saluto al Maharshi (e ovviamente per essere filmato). Il Maharshi alza il suo bastone come per cacciarlo via ed evitare l’adorazione. Poi si reca verso le scale che salgono e poi scendono nell’asramam.

Nella scena successiva vediamo il Bhagavan, il servitore Krishnaswami, e Dave camminare ad ovest dell’asramam a Palakuttu. Il Maharshi sembra noncurante delle riprese mentre procede nella sua normale passeggiata quotidiana in quest’area; naturalmente, non è così per gli altri due. Vediamo una fitta foresta, contrariamente a come appare oggi. Il gruppo cammina intorno alla sponda del piccolo serbatoio d’acqua a Palakuttu senza cerimonie, e il filmato finisce. Questo è l’ultimo dei filmati degli anni Trenta.


Da questo punto, il prossimo filmato ci porta avanti di circa otto anni, fino al 1946. Nella scena iniziale appare la porta principale dello Sri Ramanasramam, proprio come la vediamo oggi. Quindi passano alcune rapide immagini: una visione dettagliata della costruzione del Tempio Mathrubhuteswara, l’ingresso principale del gosala, la Sala Antica, e poi appare il Bhagavan in modo molto gradevole.

Uscendo dall’ufficio il Bhagavan si volta a sinistra verso la Sala Antica e incontra un uomo con un bimbo di un anno. Spontaneamente alza la punta del suo bastone da passeggio e, giocosamente, delicatamente tocca il bimbo nel pancino, poi gli dà un affettuoso buffetto e prosegue il suo cammino. Questo piccolo atto di affetto giocoso è una delle rare scene nelle quali vediamo il Bhagavan di cui così spesso leggiamo – la sua tenerezza umana, la sua graziosa spontaneità.

E’ in quell’anno che fu scattata la famosa foto detta 'Welling Bust' del Maharshi. Avrebbe potuto essere stata fatta quello stesso giorno, poiché i suoi tratti sono delicatamente addolciti da barba e capelli bianchi e corti che coprono il suo volto e la testa, lo sguardo è calmo e penetrante e un’aura inesplicabile di libertà e di gioia sembra toccare il cuore di chi la osservi.

Il Maharshi poi si volta verso la camera, prende il telo dalla sua spalla sinistra e lo sistema sotto il braccio sinistro, consapevole che la macchina lo sta riprendendo. Cammina abbastanza direttamente verso la camera. L’attendente Rangaswamy, con i due figli di T. N. Venkataraman, Sundaram e Ganesan, lo seguono. Durante i seguenti trenta secondi il cameraman riprende altre cinque immagini del Bhagavan che cammina verso di lui. In una vediamo il magazziniere, Kumaswamy.

 

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Nov./Dec. 1991
vol. 1 - No. 6