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È il giorno dello Shivaratri. La cerimonia serale al sepolcro della Madre è già finita. Si è cenato con Bhagavan che adesso è seduto sulla sua sedia, mentre tutti i devoti siedono intorno ai suoi piedi. Alle otto di sera uno dei sadhu si alza e dopo aver fatto il pranam (offerta di obbedienza), con le mani giunte prega: “Oggi è giorno di Shivaratri; sarebbe una grande benedizione se Sri Bhagavan ci spiegasse il significato degli Inni a Dakshinamurti.” Bhagavan risponde: “Sì, sie­diti.” Il sadhu si siede e tutti guardano Bhagavan con grande interesse e Lui li guarda a sua volta.

Sri Bhagavan siede, siede nella sua solita posizione, stabile. Nessuna parola, nessun movimento, tutto era calmo.

Sedeva quieto e tutti sedemmo, calmi, aspettando. L’orologio segnò le nove, le dieci, le undici, le dodici, l’una, le due, le tre.

Bhagavan sedeva e tutti sedevano. Calma, pace, immobilità - nessuna coscienza del corpo, dello spazio e del tempo. Le otto ore passarono in Pace, in Silenzio, nell’Essere che è. Così la divina Realtà parlò attraverso il discorso del Silenzio di Bhagavan Sri Ramana Dakshinamurthy.

Allo scoccare delle quattro del mattino, Sri Bhagavan chiese con dolcezza: “Adesso conoscete l’essenza degli Inni di Dakshi­namurti?” Tutti i devoti si alzarono e fecero il pranam alla sacra forma del Maestro, nell’estasi del loro essere.

 

 

Quaderno n° 15

27 Febbraio 2007 Vidya Bharata