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D.- “Il mistico Edward Carpenter ha scritto in un libro che, in certe occasioni, ha ottenuto la realizzazione del Sé e che i suoi effetti a volte permanevano anche dopo l'esperienza, ma che poi gradualmente svanivano. La 'Sri Ramana Gita' invece afferma: 'Il granthi (nodo=legame) una volta sciolto, è sciolto per sempre'. Nel caso di Carpenter, al contrario, sembra che il 'legame' sia rimasto anche dopo la realizzazione del Sé. Come è possibile?”.

M.- Nel 'Kaivalya' leggiamo che il discepolo, dopo aver realizzato lo stato luminoso, unico e ininterrotto di Essere-Coscienza-Beatitudine, si abbandonò completamente al maestro e lo pregò umilmente di dirgli come avrebbe potuto ricambiare la sua grazia. Il maestro gli rispose: 'La mia ricompensa consiste nella tua permanente e continua beatitudine. Non allontanartene mai'.

D.- Una volta che un uomo ha fatto l'esperienza della Beatitudine Suprema, come può allontanarsene?

M.- Oh sì! Accade. Le predisposizioni aggrappate a lui da tempo immemorabile lo trascineranno fuori e l'ignoranza lo riprenderà.

D.- Quali sono gli ostacoli che impediscono di rimanere fermi nella Beatitudine continua? Come si possono superare?

M.- Gli ostacoli sono:

1. l'ignoranza, che è l'oblio del proprio puro essere;

2. il dubbio, che consiste nel chiedersi se l'esperienza fatta era quella della Realtà o dell'irrealtà;

3. l'errore, che consiste nell'idea 'Io sono il corpo' e nel pensare che il mondo sia reale.

Questi ostacoli si superano ascoltando la verità, riflettendoci sopra e concentrandosi su di essa. L'esperienza può essere temporanea o permanente. La prima esperienza è temporanea, ma con la concentrazione può diventare permanente. Quando è temporanea il legame non è completamente reciso, ma permane allo stato sottile e al momento propizio si riafferma. Quando è permanente il legame è completamente distrutto e non riappare più.

L'espressione 'yogabhrastha' (coloro che sono caduti dallo yoga) usata nello 'Srimad Bhagavad Gita' è riferita a quella categoria d'individui che ha avuto un'esperienza temporanea.

D.- L'ascolto della Verità è dunque solo per poche persone?

M.- E' di due tipi: quello comune consiste nell'ascoltare la Verità esposta e spiegata da un maestro; quello giusto, però, consiste nel porsi direttamente la domanda, nel cercare e trovare la risposta in se stessi, come la coscienza ininterrotta 'Io-Io'. Riflettere su questa esperienza costituisce il secondo stadio. Rimanere costantemente concentrati su di essa è il terzo stadio. (...)

Questi tre passi comprendono l' 'upasana' (l'approccio più vicino alla Verità) e culminano nella realizzazione del Sé.

Il quarto stadio è quello finale della liberazione. Anche qui si fanno delle distinzioni, secondo il grado: 'Brahmavid' (conoscitore di Brahman), 'Brahmavid-vara', 'Brahmavid-varya' e 'Brahmavid-varishta. Tutti questi però sono di fatto esseri liberati anche mentre vivono nel corpo.[/color]


[Discorsi con Sri Ramana Maharshi, vol. I, Talk 95, 13 novembre 1935, pagg. 96,97.]

http://www.pitagorici.it/forum/viewtopic.php?f=22&t=731#p20505