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La Ribhu Gita fu una delle opere spirituali preferite da Bhagavan Sri Ramana. È la sesta sezione dell’opera sanscrita Shiva Rahasya che contiene l’insegnamento che il Signore Shiva dà sul Monte Kailas al Suo devoto Ribhu, che dà il nome alla Scrittura.

Bhagavan Sri Ramana faceva spesso riferimento alla Ribhu Gita nei suoi discorsi. Si dice che abbia detto che chi legge ripetutamente il Capitolo 26 possa entrare spontaneamente nel samadhi, o addirittura nello stato naturale dell’Autorealizzazione. Il primo assistente di Sri Ramana, Palaniswami, ne aveva portato una copia all’attenzione di Bhagavan. In seguito Bhagavan riferì di quanto fosse rimasto sorpreso nel leggere nella Ribhu Gita l’esatta descrizione del proprio stato, e la gioia che provò al sapere che quello stato, che è la Beatitudine del Sé che tutti gli aspiranti ricercano, fosse stato sperimentato da altri.

IL CUORE DELLA RIBHU GITA

La Ribhu Gita, “Il Canto di Ribhu”, è la sesta parte della Shiva Rahasya, un antico testo mistico-leggendario dell’India.

Si dice che l’intera Ribhu Gita, rappresenti l’insegnamento dato da Dio stesso, impersonato dal Signore Shiva (l’aspetto senza forma della Divina Attività in cui tutti gli esseri sono in uno stato di assorbimento e quindi le cose sono inespresse) al saggio Ribhu, che sua volta diede l’insegnamento al proprio riluttante discepolo Nidagha. Bhagavan Sri Ramana Maharshi attribuì un valore unico alla Ribhu Gita quale lucida esposizione della Verità Suprema. Spesso faceva riferimento a tale opera nei suoi discorsi. Egli affermò anche che se il ricercatore avesse studiato ripetutamente il Capitolo 26 della Ribhu Gita, sarebbe entrato spontaneamente nello stato del sahaja samadhi, lo stato naturale dell’Autorealizzazione .

Sri Ramana diede una copia della Ribhu Gita a Sampurnamma, che lavorava nella cucina dell’Ashram, dicendole di studiarlo. Ella però lo considerò un testo assai difficile, accessibile soltanto ai pandit con una preparazione adeguata a comprenderlo, e perciò si scusò con Bhagavan per la sua inadeguatezza. Bhagavan le rispose: “Non importa se non lo capisci, ti sarà comunque di gran beneficio” . Egli le diede ancora un altro consiglio pieno d’amore: “Devi coprire le verdure quando le cucini, solo allora manterranno il loro sapore e saranno adatte per essere mangiate. Lo stesso vale per la mente. Devi coprirla con un coperchio e lasciare che cuocia a fuoco lento, con calma. Solo allora l’essere umano diverrà cibo adatto per essere mangiato da Dio” .

Una volta Sri Bhagavan raccontò la storia un po’ comica del saggio Ribhu e il suo discepolo Nidagha. Anche se umoristico, il racconto era come le parabole di Gesù che rivelano sempre l’Altissimo, la Verità Suprema. I sei versi che seguono sono stati selezionati da Sri Bhagavan dal testo originale perché rappresentano la somma dell’insegnamento centrale di quest’opera.

1. Il concetto ‘io sono il corpo’ è l’organo senziente interno (cioè la mente). È anche l’illusorio samsara. È la fonte di tutte le paure infondate. Se non vi è alcuna traccia di tale concetto, si scoprirà che ogni cosa è Brahman. 

2. Il concetto ‘io sono il corpo’ è l’ignoranza prima. È noto come il saldo nodo del cuore (hrdayagranthi ). Esso dà origine ai concetti di esistenza e non-esistenza. Se non c’è nessuna traccia di tale concetto, si scoprirà che tutto è Brahman.

3. Jiva è un concetto; Dio, il mondo, i desideri, l’azione, il dolore e tutte le altre cose sono soltanto concetti. 

4. La mente non è reale. È come uno spettacolo di magia. È la figlia di una donna sterile, è assolutamente non-esistente. Poiché non c’è nessuna mente, non esiste neanche nessun concetto, nessun Guru, nessun discepolo, nessun mondo, nessun jiva. Tutti i concetti sono in realtà Brahman.

5. Il corpo, ecc., sono solo concetti. Sentire, ecc. (cioè sentire, ragionare e contemplare) sono concetti. L’Autoindagine è un concetto. Anche tutte le altre cose sono concetti. I concetti fanno nascere il mondo, i jiva e Dio. Non c’è nulla di nulla a parte i concetti. Tutto in verità è Brahman. (30)

6. Restare senza concetti è lo stato indifferenziato. Esso è intrinseco (in Brahman), è saggezza, è liberazione, è lo stato naturale (sahaja ), è Brahman, è Shiva. Se non c’è completamente nessun concetto, si scoprirà che tutto è Brahman.

 

CAPITOLO 26 – VERS I 1 - 45

1. Ti esporrò ora il metodo dell’appartenere (permanentemente e inseparabilmente) alla Realtà indifferenziata che tutto include. Questo insegnamento è segreto e difficile da comprendere anche con l’aiuto delle varie Scritture. Perfino gli esseri celesti e coloro che praticano avendo a cuore la disciplina spirituale lo acquisiscono solo con grande difficoltà. Segui ciò che ti dico e rimanendo in separato dalla Realtà, sii felice.

2. Figlio mio, i saggi realizzati dicono che l’unione assoluta alla Realtà significa diventare uno con l’immutabile, tranquillo, non duale Essere Supremo Assoluto, che è Esistenza-Coscienza-Beatitudine ed è il Sé di tutto, e rende la mente errante una con Esso, come il latte e l’acqua, assolutamente libera da ogni concetto.

3. Quando si esamina attentamente la varietà della manifestazione, si realizza che in realtà essa non esiste e che tutto è l’indifferenziato Essere Supremo Assoluto che non è diverso dal Sé e da se stessi. Attraverso la pratica costante fa che questa conoscenza diventi stabile in te. Poi, rinunciando a tutto, diventa uno con la Suprema Realtà Assoluta e così restando, sii felice.

4. Resta come Quello che, quando osservato minuziosamente, non mostra alcuna dualità nella forma dei vari oggetti né la minima traccia di causa ed effetto; Quello nel quale, quando la mente è in Esso assorbita, non v’è alcun timore di dualità. E sii sempre felice, incrollabile e libero, poiché la paura nasce dalla dualità.

5. Resta come Quello in cui non vi sono né pensieri né fantasie, né pace né controllo di sé, né mente né intelletto, né confusione né certezza, né essere né non essere, e nessuna percezione di dualità. E sii sempre felice, incrollabile e assolutamente libero dalla paura che nasce nella dualità.

6. Resta come Quello in cui non c’è alcun difetto né buona qualità, né piacere né dolore, né pensiero né silenzio, né miseria né austerità praticata per liberarsi dalla miseria, nessuna idea ‘io sono il corpo’, nessun oggetto di percezione. E sii sempre felice, libero da ogni traccia di pensiero.

7. Resta come Quello in cui non c’è attività fisica, mentale, verbale o di qualsiasi genere, né peccato né virtù, né attaccamento né le sue conseguenze. E sii sempre felice, libero da ogni traccia di pensiero.

8. Resta come Quello in cui non vi sono né pensieri né un pensatore, né nascita né conservazione né dissoluzione del mondo, nulla di nulla, in ogni momento. E sii sempre felice, libero da ogni traccia di pensiero.

9. Resta come Quello in cui non c’è né il potere autolimitante dell’Illusione né i suoi effetti, né conoscenza né ignoranza, né l’anima separata né il Signore della Creazione, né l’essere né il non-essere, né il mondo né Dio. E sii sempre felice, libero da tutte le tracce di pensiero.

10. Resta come Quello in cui non vi sono né dèi né adorazione di essi; né i tre aspetti divini del Creatore, Conservatore e Distruttore, né meditazione su questi tre aspetti; né il Dio Supremo senza forma, né meditazione su di Lui. E sii sempre felice, senza la minima traccia di pensiero.

11. Resta come Quello in cui non vi è progredire dalla schiavitù attraverso opere buone, né ricerca di devozione verso il Divino, né saggezza per l’autoconoscenza; nessun frutto dell’azione da godere, nessun supremo stato separato da Quello; nessun mezzo per ottenere, nessun oggetto da ottenere. E sii sempre felice, libero da tutte le tracce di pensiero.

12. Resta come Quello in cui non c’è né corpo, né sensi, né energie vitali, né mente, né intelletto, né immaginazione, né ego, né ignoranza, né alcuno che si identifichi con queste cose; né il macrocosmo, né il microcosmo. E sii sempre felice, libero da tutte le tracce di pensiero.

13. Resta come Quello in cui non vi è né desiderio, né rabbia, né avidità, né illusione, né cattiva volontà, né orgoglio, né impurità della mente, né false nozioni di schiavitù e liberazione. E sii sempre felice, libero da tutte le tracce di pensiero.

14. Resta come Quello in cui non vi è né inizio né fine, né cima né fondo né mezzo, né luogo sacro né dio, né doni né pie azioni, né tempo né spazio, né oggetti della percezione. E sii sempre felice, libero da tutte le tracce di pensiero.

15. Resta come Quello in cui non vi è discriminazione tra reale e irreale, nessuna assenza di desiderio, nessun possesso di virtù, nessuna brama di liberazione, nessun Maestro competente né alcun discepolo, nessuna ferma conoscenza, nessuno stadio realizzato, nessuna liberazione mentre si è vivi, nessuna liberazione dopo che si è morti: nulla di sorta in ogni momento. E sii sempre felice, libero da tutte le tracce di pensiero.

16. Resta come Quello in cui non ci sono sante Scritture né libri sacri, nessuno che pensi, nessuna obiezione, nessuna risposta, nessuna teoria in cui stabilirsi, nessuna teoria da respingere: nient’altro che il Sé. E sii sempre felice, libero dalla benché minima traccia di pensiero.

17. Resta come Quello in cui non c’è dibattito, né successo né fallimento, nessuna parola o significato, nessun discorso, nessuna differenza tra l’anima e l’Essere Supremo, nessuna delle molteplici cause, nessuna delle loro conseguenze. E sii sempre felice, senza la minima traccia di pensiero.

18. Resta come Quello in cui non c’è alcun bisogno di ascoltare (gli insegnamenti), riflettere e praticare, nessuna meditazione da fare, nessuna differenza tra se stesso e ciò che è altro, nessuna contraddizione interna, né parole né i loro significati. E sii sempre felice, libero dalla benché minima traccia di pensiero.

19. Resta come Quello in cui non vi sono paure per l’inferno, né gioie per il paradiso, non vi sono mondi di Dio Creatore né di altri Dei, non vi è alcun oggetto da ottenere da loro, né un altro mondo, né nessun universo di nessun tipo. E sii sempre felice, senza la minima traccia di pensiero.

20. Resta come Quello in cui non v’è traccia dei cinque elementi né un briciolo dei loro derivati, nessun senso di ‘io’ e di ‘mio’, nessuna fantasia della mente, né macchia di attaccamento, né concetto alcuno. E sii sempre felice, senza la minima traccia di pensiero.

21. Resta come Quello in cui non vi è nessuno dei tre tipi di corpi (grossolano fisico, interno-sottile, e senza forma – il più sottile), non c’è sognare e dormire, nessuno dei tre tipi di anime (quelle mature per la spiritualità avanzata, quelle che non sono pienamente mature, e quelle che non sono per niente mature), nessuno dei tre tipi di afflizioni (del corpo, causate dagli elementi, e causate dagli esseri e dai  poteri sottili), nessuno dei cinque strati funzionali dell’essere (grossolano-fisico, vitale, emozionale-psichico, mentale e della beatitudine senza forma), né alcuno che si identifichi con essi. E sii sempre felice, senza la minima traccia di pensiero.

22. Resta come Quello in cui non vi è oggetto senziente, né potere di nascondere la Realtà, né differenza di alcun tipo, né potere di proiettare oggetti irreali, né potere di alcun tipo, né falsa nozione del mondo. E sii sempre felice, senza la minima traccia di pensiero.

23. Resta come Quello in cui non vi sono organi di senso né loro uso; Quello in cui si sperimenta la beatitudine trascendente, Quello che è assolutamente immediato, Quello che dà immortalità a chi lo realizza, Quello diventando il quale non si fa più ritorno al ciclo di nascite e morte. E sii sempre felice, senza la minima traccia di pensiero.

24. Resta come Quello di cui una volta realizzata e sperimentata beatitudine, tutte le gioie appaiono essere gioie di Quello; Quello che quando riconosciuto chiaramente come il Sé, mostra che non v’è null’altro tranne il Sé; e conoscendo Quello, tutti i tipi di anime separate diventano liberate. E sii sempre felice, senza la minima traccia di pensiero.

25. Resta come Quello realizzando il quale non vi è più nulla da conoscere, tutto diventa già conosciuto e ogni scopo viene realizzato. E sii sempre felice, senza la minima traccia di pensiero.

26. Resta come Quello che si ottiene facilmente quando si è convinti di non essere differenti dal Supremo Assoluto; Quello che, quando questa convinzione diventa stabile, sfocia nell’esperienza della Suprema Beatitudine del Reale; Quello che, quando la mente diviene assorta in Esso, produce un senso di completa, incomparabile soddisfazione. E sii sempre felice, senza la minima traccia di pensiero.

27. Resta come Quello che, quando la mente è assorbita in Esso, conduce alla completa cessazione della sofferenza e all’estinzione di tutte le idee di “io” “tu” e “l’altro”, e alla scomparsa di tutte le differenze. E sii sempre felice, senza la minima traccia di pensiero.

28. Resta come Quello in cui, quando la mente è assorta in Esso, si rimane l’Uno senza un secondo, e si vede esistere nient’altro che il Sé, e si sperimenta una beatitudine incomparabile. E sii sempre felice, senza la minima traccia di pensiero.

29. Resta come Quello che è Esistenza indifferenziata, Coscienza indifferenziata, Beatitudine indifferenziata, Realtà Assoluta indifferenziata assolutamente non duale. E con la ferma convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

30. Resta come Quello che è “io” e anche “tu” e anche “tutti”, che è la base di tutto, che è Uno senza nessun’altra cosa, che è estremamente puro, che è il Tutto indifferenziato. E con la ferma convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

31. Resta come quello in cui non vi sono concetti né qualsiasi altra cosa; in cui l’ego cessa di esistere, tutti i desideri scompaiono, la mente si estingue e tutte le confusioni giungono a conclusione. E con la ferma convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

32. Resta come Quello in cui non vi è consapevolezza del corpo, né consapevolezza delle varie funzioni dell’esistenza manifesta, né alcuna percezione degli oggetti; Quello nel quale la mente è morta, l’anima diventa una con la Realtà, i pensieri si sono dissolti, e perfino le convinzioni non hanno più presa. E con la ferma convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

33. Resta come Quello in cui non c’è più pratica spirituale meditativa, né ignoranza, né conoscenza, né attività di alcun tipo; Quello che è la Suprema Realtà. E con la ferma convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

34. Resta come Quello in cui, quando ci si è completamente uniti a Lui, si sperimenta pura beatitudine, mai l’infelicità, non si vede alcunché, non si ha più nascita, non si pensa mai a se stessi come a un individuo separato, e si diventa l’Essere Supremo. E con la convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

35. Resta come Quello che invero è la Realtà Suprema Assoluta, il Dio Supremo senza forma, l’Essere assolutamente puro, lo Stato Supremo, la Coscienza Assoluta, la Verità Suprema. E con la convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

36. Resta come Quello che è l’Essere Supremo assolutamente puro, Beatitudine assoluta, Essere supremamente sottile, l’Autorisplendente, l’indifferenziato Uno non duale. E con la convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

37. Resta come Quello che è Verità assoluta, Tranquillità suprema, Essere eterno, assolutamente senza attributi, il Sé, l’Essere Supremo assolutamente indifferenziato. E con la convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

38. Resta come Quello che è “tutto”, dal punto di vista esperienziale, e “nulla”, dal punto di vista assoluto; che è Esistenza-Coscienza-Beatitudine, sempre quieta, con nulla separato da Essa, l’Essere “autoesistente”. E con la convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

39. Ti ho così spiegato chiaramente, o Nigadha, lo stato dell’essere uno con l’Essere Supremo. Attraverso il continuo pensare che tu sei l’Essere Supremo indifferenziato, puoi ottenere quello stato e gioire di continua beatitudine. Quindi, divenuto la Suprema Realtà Assoluta, non avrai mai più a sperimentare la sofferenza che deriva dall’identificazione con nascita e morte.

40. Tutto è l’Essere Supremo, che è Esistenza-Coscienza-Beatitudine, ed io sono Quello. Coltivando costantemente questo pensiero puro, liberati dai pensieri impuri. Poi, figlio mio, abbandonando anche questo pensiero e sempre rimanendo nello Stato di Pienezza, diverrai l’Essere Supremo indifferenziato non duale, e otterrai la liberazione.

41. I pensieri puri e impuri sono una caratteristica della mente. Non esistono pensieri erranti nell’Essere Supremo. Quindi resta come Quello e, libero dai pensieri puri e impuri della mente, resta immobile come una pietra o un ceppo di legno. Allora sarai sempre beato.

42. Pensando continuamente all’Essere Supremo indifferenziato e dimenticando così tutti i pensieri, incluso il pensiero dell’Essere Supremo, diverrai l’Essere Supremo onnicomprensivo. Persino un grande peccatore, ascoltando e comprendendo questo insegnamento, si libererà di tutti i suoi peccati e diverrà l’Essere Supremo indifferenziato.

43. Gli interminabili testi di insegnamenti spirituale hanno già prescritto la meditazione per ottenere la purezza della mente. Affinché coloro la cui mente è diventata pura possano ottenere facilmente la liberazione e, realizzando che essi sono Beatitudine assoluta e senza limiti, restino immobili come pietra nel Dio Supremo indifferenziato e onnicomprensivo, ho esposto la natura di questo stato immacolato.

44. Perciò, avendo ottenuto la purezza della mente pensando costantemente che tutto ciò che è conosciuto è l’Essere Supremo e che l’Essere Supremo è il Sé, e quindi dimorando nello stato di completa identità con la Realtà Assoluta, si può realizzare la liberazione qui e ora. Ho detto la Verità. In questo modo, il Saggio Ribhu ha esposto a Nidagha il vero e pieno stato dell’Essere.

45. Quando si è convinti di essere sempre Quello che è Esistenza-Coscienza- Beatitudine, e si resta come Quello in uno stato di completa identità, allora ci si libera dell’irreale schiavitù dell’identificazione con la morte e la nascita e si ottiene la liberazione. Questo è il significato dell’elevata beatitudine dello stato di essere e della danza del nostro Supremo Dio indifferenziato.

 

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Traduzione dall’inglese di Cristiana Dallio