Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione

user_mobilelogo

La Divinità di famiglia era Sri Venkateswara. Da questa divinità Il fratello maggiore di Sundaram Iyers, Venkateswara Iyer, aveva preso il nome. Venkateswara Iyer si distingueva dagli altri per la sua devozione; usava donare metà dei suoi guadagni alla dea Sahayamba. Già all’età di diciotto anni perse interesse per gli affari mondani e se ne andò di casa. Visse come rinunciante a Chidambaram dove impiegò il suo tempo a pulire le stradine che circondavano il tempio a beneficio dei devoti. Il nuovo nato fu chiamato Venkateswara come lo zio paterno e la divinità di famiglia.

Anche uno degli zii paterni di Sundaram Iyer era un rinunciante (Sivananda Yogi) e di conseguenza, quando suo padre, Nagaswami Iyer, morì prima che il ragazzo diventasse maggiorenne, il peso della famiglia gravò su Sundaram Iyer. A sedici anni lavorava come impiegato con una paga mensile di due rupie. Intelligente, lavoratore e benvoluto imparò rapidamente come stilare documenti legali, il suo modo di trattare era gentile e premuroso sia con i funzionari che con la gente comune. Anche senza presentarsi per alcun esame, ottenne la licenza per essere un patrocinante (avvocato difensore), un agevolazione allora disponibile. Si affermò rapidamente e diventando benestante, costruì una grande casa confortevole, costituita da due porzioni in modo da riservarne una per gli ospiti. 

Sundaram Iyer sapeva quanto fosse difficile vivere per chi era povero, e così la sua era una casa aperta ai bisognosi. Alagamma non respinse mai nessuno che avesse avuto bisogno di cibo. Ella era la dea Annapoorna in persona! La coppia divenne presto ben conosciuta per la loro bontà, generosità e comportamenti corretti. In effetti entrambe le parole Sundaram e Alagu significano: bellezza!

In casa venivano regolarmente adorati le divinità di Siva, Vishnu, Ganesa, Surya e Sakti. Essendo uno degli anziani del villaggio, Sundaram Iyer aiutava nell’organizzazione del purana- kalakshepas al tempio e curava anche gli affari del tempio. Non si curava mai di esibire apertamente la propria devozione, probabilmente aveva una preferenza per il jnana- marga. Era di temperamento serio e non era incline a rapporti aperti o intimi con sua moglie,  con i suoi fratelli o con i bambini. Alagamma invece era più espansiva e non celava la sua devozione; recitava spesso il Dakshinamurti stotra ed altri inni Vedici. Per lei era importante apprendere tanti canti devozionali e usava andare a casa di chiunque nel villaggio per impararne di nuovi, poi venne iniziata al sakti-panchakshari japa. Era piuttosto ortodossa ed eseguiva regolarmente il Surya namaskaras .

La famiglia di Sundaram Iyer apparteneva ai Dravida e al lignaggio Smarta, Brahacharana. Seguivano gli Yajus sakha e gli Apasthamba sutra. Appartenevano ai Parasara gotra, come Vasista sakti Parasara rishi. Il nome della famiglia era Tiruchuzhi.