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Una delle perle nascoste a cui ho alluso nel mio articolo di aprile del 1964, uno di quei detti di Cristo che i moderni cristiani ignorano, è l’ingiunzione ai suoi discepoli di essere perfetti come Dio è perfetto. Ma quel che è peggio è che non solo essi ignorano questa possibilità ma la negano, con ciò rivelando un presuntuoso disaccordo con il Maestro che affermano di seguire. Non c’è una ingiunzione più fondamentale di questa nell’intera Bibbia, perché è l’ingiunzione di realizzare la Suprema Identità. Come si può essere perfetti senza essere Uno con il Padre?

 

Cristo stesso disse che solo Dio è buono (San Marco X,18). Inoltre egli ricorda ai suoi critici giudei dei detti delle loro scritture: “E’ stato detto: voi siete dei.” Egli si riferisce agli uomini come “figli di Dio” e invita loro a rivolgersi a Dio come “ Padre”.
San Paolo dice anche che tutti sono figli di Dio in Cristo. Se, allora, un uomo è il figlio di Dio e può essere chiamato un Dio - e (come anche Cristo ha detto) contiene il regno dei cieli in lui - che cosa è questo se non la Suprema Identità?

Questa ingiunzione indica che la Cristianità è una religione completa che affronta la battaglia per la Suprema Meta o Identità o Auto-Realizzazione, chiamata nell’Induismo Moksha, nel Buddismo Nirvana, nel Sufismo Fana. Nel negare questa possibilità, i miopi seguaci di Cristo, hanno degradato la loro religione, che essi ancora onorano con il suo nome, al livello più basso di chi affronta solo la immediata meta di una individualità purificata in un paradiso formale. Un'alta meta, senza dubbio, ma non la più alta, non la perfezione che Cristo ha ingiunto, no una reale bontà, perché “solo Dio è buono.”

La mente umana è così ingegnosa, comunque, che teologi con i paraocchi hanno rigettato il comando di Cristo e ridotto la sua religione, hanno manovrato per girare le carte in tavole e fatto di questa inferiorità una superiorità. Essi ammettono la verità dei detti di Cristo ”io e mio Padre siamo Uno” ma la limitano a lui soltanto, così che, se essi hanno solo un Uomo Perfetto, le altre religioni non hanno nulla.

Questa credenza è di un livello penosamente basso di intelligenza. Le divine leggi sono universali. Persino fisicamente questo è ovvio, quanto più evidente dovrebbe esserlo spiritualmente! La vera dottrina dell’Identità è semplice e anche allo stesso tempo intellettualmente soddisfacente. L’Essere è Uno, perciò non potete essere altro perché non c’è un altro; perciò, se realizzate il vostro vero sé, realizzate la vostra identità con l’Uno, il Padre, e siete perfetti, come Egli è perfetto. Solo l’imperfezione delle vostre apparenti individuali nature vi fanno apparire altro; perciò, se voi le rimuovete e diventate perfetti, come l’Uno è perfetto, realizzate la vostra preesistente Identità con l’Uno.

Al posto di questo essi mettono un mito che deve essere preso per fede: che un perfetto, ma non infinito o universale Essere (come può egli essere infinito o universale se esclude gli altri?), crea un indefinito numero di separati, imperfetti esseri e in mezzo a loro un perfetto. A parte questo, egli pone la regola che nessuno di loro può diventare perfetto, eccetto questo uno che è detto loro esserlo. Nessuna meraviglia che essi abbiano ignorato o rigettato le parole di Cristo se vogliono rifilare una così gretta dottrina alla gente.

Questa impossibilità di obbedire alla ingiunzione di Cristo, di essere perfetti, è diventata un articolo di fede di molti che chiamano sé stessi cristiani. Uno di loro, una volta, chiese a Swami Ramdas se sia possibile per un uomo essere perfetto e senza peccati, quando lo Swami allegramente rispose “Si”, egli lo guardò scioccato e pensò che aveva udito qualche specie di blasfemia.

Nessuno dei santi e mistici cristiani ha raggiunto la perfezione della Identità coscienziale? Appare evidente, dagli scritti che hanno lasciato, che alcuni di essi hanno avuto una comprensione intellettuale di essa, fortificata a volte da occasionali, rapide realizzazioni dell’Identità. Eckhart, certamente, arrivò abbastanza vicino da essere scomunicato. “Tu devi perdere la tua tuità e dissolverla nella sua suità; il loro tuo sarà il suo mio, così dice un mio: tu in lui conoscerai l’eterna saggezza della sua esseità, libera dal divenire, il suo innominabile nulla.”

Il mistico protestante Jacob Boeme ha detto, come ho riportato nel mio articolo dell’ottobre dl 1964, : “Dio è diventato quello che io sono e ha fatto me quello che egli è.”. Il mistico Tauler dice: “Quando attraverso tutte le specie di esercizi “ l’uomo esteriore è stato” convertito nell’uomo interiore, allora – la Divinità nudamente discende nelle profondità dell’anima pura, così che lo Spirito diventa uno con Lui.”  Il moderno mistico cristiano Joel Goldsmith lo ripete costantemente nei suoi libri.

Adesso è un tempo di crasso materialismo fra le masse sia colte che ignoranti, pochi sono i seri ricercatori. Non c’è molta speranza che almeno qualche discepolo di Cristo voglia supporre che egli, realmente, abbia voluto dire quel che ha detto e rifiuti di indossare, ancora, le pastoie e i paraocchi di quelli che affermano di parlare nel suo nome.

 

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* San Matteo V.48

 

 

 

 

 

Vol. 2- Ottobre 1965- n. 4