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Vita

Sri Ramana Leela

Biografia di Bhagavan Sri Ramana Maharshi - Originale in Telegu di Sri Krisna Bhikshu

Curata e tradotta da Pingali Surya Sundaram - Prima edizione 2003 - Edita da V.S. Ramanan, - President, Sri Ramanasramam

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Note dell’editore

La Sri Ramana Leela in Telegu fu una delle tre biografie di Ramana pubblicate quando Sri Baghavan era fisicamente presente allo Sri Ramanasramam. Le altre due biografie furono Self Realisation (Inglese) e Sri Ramana Vijayam (Tamil). La traduzione ufficiale del libro in Telegu fu di Sri Krisna Bhikshu (1904-1981), il cui nome originale era Oruganti Venkata Krishnayya. Qualificato giurista, era anche un funzionario statale e dal 1930 un frequente visitatore dello Sri Ramanasramam.

La Sri Ramana Leela fu pubblicata la prima volta nel 1936 e fu riesaminata nelle edizioni successive.

Om Namo Bhagavate Sri Ramanaya

 


Era l’Ardra Darshan, quel giorno si commemorava l'evento in cui Siva mostrò la sua ananda tandava (danza della beatitudine) a Patanjali e ad altri a Chidambaram per adempiere alla promessa fatta a Adisesha nella foresta di Daruka.

Nel villaggio di Tiruchuzhi, Bhoominatheswara (altro nome di Shiva) con la sua consorte Sahayamba, rientrava nel tempio dopo essere stato portato in processione per tutte le strade del villaggio benedicendo i suoi devoti. A nord-est del tempio c’era la casa (1) di Sundaram Iyer, la cui moglie Alagamma aveva le doglie per il parto del suo terzo bambino. La statua di Shiva rientrava nel tempio proprio mentre il piccolo Venkataraman veniva al mondo.

Il bambino Venkateswara era unico, raramente parlava o litigava. C’era un parente, più o meno della sua età, di nome Meenakshi, e Venkateswara non voleva poppare se anche Meenakshi non veniva allattato; era anche  indifferente riguardo l’alimentazione. Aveva un sorriso dolce e gentile ma dietro questo sorriso si notava determinazione. Giunto il tempo per l’ammissione a scuola, il suo nome venne registrato come Venkataraman e questo nome rimase. Lakshmana Iyer un parente prossimo della famiglia era molto portato per il Telugu, e si rivolgeva al bambino chiamandolo Ramana, oppure in certe occasioni come “Nayana Ramani”. “Nayana” in telugu letteralmente significa padre ma è anche usato come espressione d’affetto.

La Divinità di famiglia era Sri Venkateswara. Da questa divinità Il fratello maggiore di Sundaram Iyers, Venkateswara Iyer, aveva preso il nome. Venkateswara Iyer si distingueva dagli altri per la sua devozione; usava donare metà dei suoi guadagni alla dea Sahayamba. Già all’età di diciotto anni perse interesse per gli affari mondani e se ne andò di casa. Visse come rinunciante a Chidambaram dove impiegò il suo tempo a pulire le stradine che circondavano il tempio a beneficio dei devoti. Il nuovo nato fu chiamato Venkateswara come lo zio paterno e la divinità di famiglia.

Il fiume Kaudinya, conosciuto come il redentore dei peccati, costeggia Tiruchuzhi dai lati nord-est e sud-est.

Durante una carestia, il rishi Kaundinya esegui il tapas di Siva e nacque il fiume. Il re di Malva, Somasila, era lebbroso e quando sentì parlare di questo fiume come redentore dei peccati andò a bagnarsi nelle sue acque. Fedele al suo nome, il fiume lo curò dalla lebbra. Così dice la leggenda: La vasca dell’acqua di Tiruchuzhi aveva una caratteristica peculiare. Il livello dell’acqua nella vasca era più alto del livello del suolo della città; nonostante questo l’acqua non straripava mai.