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Arunachala

Informazioni su Arunachala, la montagna sacra.

 

 “La Via della Montagna” che lo Sri Ramanasramam di Tiruvannamalai sta pubblicando, merita di essere un grande successo, dal momento che il giornale, trimestrale, mira a esporre e preservare l’alto livello spirituale ed intellettuale dell’insegnamento di Bhagavan Sri Ramana Maharshi.

E’ evidente che la “Montagna” del titolo è “Arunachala” e la “Via” è la Via di Sri Ramana, ovvero il sentiero della ricerca del Sé.

 

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La Collina di Arunachala ha l’aspetto di un’unica montagna, con una cima ben visibile da molte prospettive. Allo stesso modo l’insegnamento di Ramana Maharshi è visto da molti indicare l’unica vetta dell’indagine sul Sé con un’enfasi sull’abbandono dell’idea “io sono il corpo”. Allo stesso tempo, come la Collina di Arunachala si rivela essere composta di molti poggi ognuno con la propria cima, anche l’insegnamento di Ramana Maharshi sembra dare importanza a diverse pratiche spirituali. Una di queste pratiche è il cammino attorno alla Collina di Arunachala, per una distanza di circa quattordici chilometri.

Il cammino attorno alla Collina è chiamato Giri Pradakshina. “Pradakshina” indica l’atto di camminare attorno a un luogo sacro in direzione oraria, con la propria destra rivolta all’oggetto di adorazione. “Giri” significa collina; per cui Giri Pradakshina si riferisce al cammino attorno alla Collina di Arunachala. Devaraja Mudaliar riporta in My recollections of Bhagavan:

Tale era la mia indolenza, forse in una certa misura anche a causa del mio orgoglioso senso di superiore saggezza, che considera l’adorazione mentale sufficiente senza la necessità di prove fisiche come camminare a piedi scalzi per otto miglia, che persino dopo essere diventato un residente permanente dell’Ashram non ero solito percorrere il cammino attorno alla Collina tanto di frequente quanto gli altri. Eppure, da quello che avevo visto e sentito, ci doveva essere qualcosa di realmente importante nella Pradakshina. Così chiedevo spesso a Bhagavan se fosse necessario prendersi questo impegno. Quello che segue è un estratto di ciò che mi fu detto da Bhagavan sull’argomento.

“È benefico per tutti fare il giro della collina. Non è neanche importante avere o non avere fede nella Pradakshina, esattamente come il fuoco che brucia chiunque lo tocchi, che ci creda o no, così la collina porterà beneficio a chiunque ne faccia il giro”. Una volta mi disse: “Perché tutte queste domande sull’efficacia del cammino attorno alla collina? A parte qualsiasi altro possibile effetto, ti rimarrà perlomeno il beneficio dell’esercizio fisico”.

Bhagavan pensò che almeno questo sarebbe stato chiaro per la mia ottusa capacità di comprensione. In un’altra occasione mi disse: “Gira una volta attorno alla collina. Vedrai chi ti affascinerà”. Avevo anche visto che chiunque andasse da Bhagavan a dirgli che stava per iniziare la Pradakshina, per quanto anziano o infermo, non ne fu mai, neanche una volta, scoraggiato, al massimo riceveva il consiglio: “Puoi andare piano”.

Oggi sono un convinto sostenitore della Giri Pradakshina come tutti i devoti di Bhagavan, anche se la frequenza con cui la pratico dipende dalla mia età, salute, forza e dallo sforzo che queste possono sostenere.

Nelle “Lettere dal Ramanasramam” leggiamo che Bhagavan disse: “La grandezza di questa Giri Pradakshina è stata descritta in dettaglio nell’Arunachala Puranam’. Il Signore Nandikesa pose a Sadasiva una domanda simile e questi raccontò quanto segue: ’Andare attorno alla collina è benefico. La parola Pradakshina ha un significato particolare. La lettera Pra significa rimozione di ogni tipo di peccato; da significa realizzazione dei desideri; kshi sta per libertà dalle rinascite; navuol dire concedere la liberazione grazie a Jnana (Conoscenza)’. In realtà, è difficile descrivere il piacere e la felicità che si ottiene dalla Pradakshina. Il corpo si stanca, gli organi di senso perdono forza e tutte le attività fisiche sono assorbite all’interno. In questo modo è possibile dimenticare se stessi ed entrare in uno stato di meditazione. Continuando a camminare, il corpo trova naturalmente armonia come attraverso l’uso delle asana. La salute del corpo, quindi, migliora. Inoltre, ci sono molte varietà di erba medicinale sulla collina. L’aria che ne trasporta i profumi è benefica per i polmoni”.

Giri Pradakshina - Camminare attorno alla Collina

 

 

http://www.sriramanamaharshi.org/

part 1

 

part 2

Ricordi di Arunachala

Henry Le Saux: Spesso ci si interroga su come dovrebbe essere, oggi nel III millennio, un moderno sannyasin occidentale. L’interrogativo sorge quando ci confrontiamo con scritture che, un tempo oralmente, venivano tramandate di Maestro in discepolo, quale che fosse la via della montagna o della foresta. Trascritte recentemente sulle foglie di palma, in occidente sono state interpretate nelle maniere più diverse, da intellettuali, accademici, praticanti e aspiranti, tutti “a condimento” di quelle figure, più o meno intessute di ocra, che per prime ci hanno introdotto alle filosofie e alle mistiche indiane.

Quando Sri Ramana Maharshi viveva ancora nella grotta di Virupaksha, i sadhu che vivevano sulle pendici di Arunachala, accortisi della sua capacità di leggere il sanscrito, gli portavano i testi della tradizione vedica per farseli tradurre. Fu leggendo questi libri che scoprì che quanto gli era accaduto non era un qualcosa di sconosciuto, ma era stato addirittura testimoniato dagli antichi rishi. Fu allora che il Maharshi acquisì il linguaggio necessario per testimoniare al mondo la sua eccezionale “esperienza” non duale.

Il Vivekacudamani di Shankaracarya è uno di questi testi e Sri Ramana ne curò la traduzione in prosa tamil scrivendo una introduzione che qui viene tradotta dall’originale inglese. “Ogni essere nel mondo ambisce ad essere sempre felice,  ad essere libero dalla schiavitù disindentificandosi dal fenomenico, che non è la sua vera natura. Ognuno ha caro l'amore per se stesso, e questo amore non è possibile in assenza di felicità.

Con l’eccezione di alcuni versi, i Cinque Inni ad Arunachala, "Arunachala Pancharatnam" sono le prime poesie del Maharshi,  scritte intorno al 1914.