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Ramanasram

L'istituzione che si formò intorno a lui e che volle guidata dai suoi familiari.

Nel nostro ultimo numero, Sri Kunju Swami ha descritto le ultime ore di Madre Azhagammal, di come ottenne la Liberazione. Egli raccontò anche la cerimonia del trasporto del corpo fino ai piedi della Collina vicino a Pali Tirtham e della sepoltura celebrata con tutti i riti e le solennità dovute ad un jnani.

Verso la fine dello stesso anno, il 1922, il Maharshi scese da Skandasram e si stabilì presso la tomba della Madre. Egli lo spiegò così: ” Non fu per mia volontà che mi spostai da Skandasram. Qualcosa mi condusse qui e io obbedì. Non fu una mia decisione ma la Divina Volontà”.
La totale sottomissione del Maharshi al Divino è fuori discussione. Lo spostarsi da Skandasram non fu una decisione calcolata. Ma come fu vista dagli ospiti di Skandasram? Sri Kunju Swami era lì e, adesso, ci narrerà la catena di eventi che hanno dato origine allo Sri Ramanasramam dopo le esequie di Madre Azhgammal.

Lo Sri Ramanasramam si trova ai piedi di Arunachala, il sacro Colle. L’asramam è ampio, ben mantenuto e pulito, ci sono scimmie che litigano all’ombra degli alberi e pavoni che passeggiano ovunque. L’asramam offre alloggio a molte persone in numerosi edifici e casette con una, due, quattro o più stanze, ci sono dormitori e appartamenti per famiglie. Molte camere hanno il bagno all’interno. Dispone anche di un servizio lavanderia.

Bisogna prenotare il soggiorno almeno un mese prima, specialmente nei mesi invernali. Scrivere il question form nell'accommodation

Nello Sri Ramanasramam si può alloggiare solo per tre giorni, solo in casi particolari il soggiorno verrà esteso. 

Le poetiche opere di Bhagavan Sri Ramana Maharshi

Le composizioni in lingua Tamil di Bhagavan Sri Ramana Maharshi sono considerate quasi con venerazione  dagli studiosi di letteratura Tamil per la profonda genialità letteraria.

Bhagavan ha avuto la straordinaria capacità di esprimere in poche parole  l’ampiezza della realizzazione Upanishadica e la Sua esperienza diretta della stessa.

Questi inni vengono cantati tutti i giorni allo Sri Ramanasramam dalle 18,30 alle 19,15, secondo un ciclo settimanale.

Gli inni Parayana sono disponibili in formato audio MP3 e in testi traslitterati in Inglese e Tamil.

Il termine yoga viene dalla radice “yuj”, “congiungere” o unire, con riferimento alla congiunzione o unione con la Realtà ultima o con il Dio-persona. Conseguentemente questa parola viene usata anche per indicare i vari percorsi che conducono a questa meta. È questo il motivo che oggi si parla di diversi yoga, quali ad esempio, il karma-yoga, bhakti-yoga, raja-yoga, jnana-yoga ecc.. Quando il termine yoga si usa, invece, da solo, senza alcuna qualifica, si intende una delle sei scuole ortodosse della Filosofia indiana: il sistema Yoga di Patanjali, strettamente connesso alla scuola filosofica del Sankhya che è insieme un dualismo qualitativo ed un pluralismo numerico. Crede in due tipi di categorie di Realtà, una natura primigenia (prakriti) e lo Spirito o Sé (purusha). Questi sono opposti l'un l'altro.

Ultima Parte

Vediamo adesso a grandi linee il significato dei mahavakya. Evidentemente i significati espressi delle parole non portano alla dottrina dell’identità, come abbiamo visto prima. Il Sé individuale, e condizionato, limitato dall’intelletto e dall’ignoranza non può essere lo stesso onnipotente Isvara. Ma quando capiamo il significato secondario delle parole che esprimono questa identità noi realizziamo che entrambe le parole, in ognuno dei mahavakya, si riferiscono alla stessa Realtà. Spogliato delle aggiunte estranee il così detto individuo ed Isvara sono esperiti come essere identici. Questo è quando conoscenza limitata e individualità da un lato e Creazione e Creatore, ect.., dall’altro, sono riconosciuti essere delle mere sovrapposizioni sull’ Unico Sé.