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Il Maharshi

Aneddoti, ricordi, rimembranze, dialoghi...

Molte delle tradizioni religiose del mondo patrocinano l'abbandono a Dio come mezzo per trascendere il sé individuale. Sri Ramana accettava la validità di un tale approccio e spesso disse che questo metodo era efficace come l'autoindagine. Tradizionalmente il sentiero dell'abbandono è associato a pratiche devozionali dualistiche, ma tali attività erano di importanza secondaria per Sri Ramana. Invece egli enfatizzava il fatto che il vero abbandono trascendeva

Se si entra in libreria e si va allo scaffale spiritualità troviamo diversi libri che fanno riferimento a Sri Ramana, ma anche ad autori che affermano di essersi realizzati alla presenza del Maharshi o di altri autori che seguono costoro o si sarebbero realizzati con costoro. Certo i tempi devono essere mutati.

D.- “Il mistico Edward Carpenter ha scritto in un libro che, in certe occasioni, ha ottenuto la realizzazione del Sé e che i suoi effetti a volte permanevano anche dopo l'esperienza, ma che poi gradualmente svanivano. La 'Sri Ramana Gita' invece afferma: 'Il granthi (nodo=legame) una volta sciolto, è sciolto per sempre'. Nel caso di Carpenter, al contrario, sembra che il 'legame' sia rimasto anche dopo la realizzazione del Sé. Come è possibile?”.

Il fascino del sentiero diretto

La concezione advaita può facilmente prestarsi ai più diversi tipi di interpretazione. In realtà, si può sostenere che dal momento che lo “stato” advaita trascende ogni pensiero e ogni dualità, tutte le interpretazioni che se ne danno sono, in ultima analisi, dei fraintendimenti!

Sebbene Sri Ramana fosse lieto di offrire i suoi insegnamenti verbali a chiunque li richiedesse, egli indicò spesso che i suoi “insegnamenti silenziosi” erano più diretti e potenti. Questi “insegnamenti silenziosi” consistevano in una forza spirituale che pareva emanare dalla sua forma, una forza così potente che egli la considerava come il più diretto e importante aspetto dei suoi insegnamenti.