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Il Maharshi

Aneddoti, ricordi, rimembranze, dialoghi...

Ramana Maharshi  

[K.R.V. Iyer] D. Come purificare il mentale?

R. Gli Shastra dicono: “Mediante il karma, la bhakti, ecc.”. Uno dei miei fedeli mi pose un giorno la stessa domanda. Gli ho risposto: “Mediante il vostro karma dedicato a Dio.” Non basta pensare a Dio mentre il vostro karma si svolge. Bisogna pensare a Dio continuamente e senza soste. È allora che il vostro mentale diventerà puro.

D. Come purificarlo, allora?

R. Dedicatevi alla ricerca del Sé o atma-vichara, provocate cioè la scomparsa dell’idea centrale “Io sono il corpo”. [298.290]

Ramana Maharshi 

D. Lo stesso mentale è molto sottile. In fondo è la stessa cosa che l’atman. Come arriveremo a conoscere la sua natura? Avete detto che ogni supporto del pensiero è inutile. Quale deve essere la nostra posizione?

R. Dove si trova il vostro mentale?

D. Dove si trova?

R. Chiedetelo al vostro mentale stesso.

D. Preferisco chiederlo a voi. Devo concentrarmi sul mio mentale?

R. Eeh!

D. Ma qual è dunque la natura del mentale? Esso è senza forma. È un problema imbarazzante.

Sri Ramana veniva spesso interrogato sul samadhi con le sue diverse accezioni; qui vengono presentate alcune sue parole prese nei diversi dialoghi, dove spiega la differenza fra i diversi stati nei resoconti delle conversazioni svoltesi con i vari ospiti dello Sri Ramanasramam.

Ramana Maharshi

[Un sadhu:] D. La via della bhakti consiste nel dimenticare il corpo fisico, ecc.?

R. Perché vi preoccupate del corpo? Praticate la vostra bhakti e non curatevi di sapere cosa accadrà al vostro corpo. [122]

D. Qual è l’efficacia della via devozionale (bhakti)?

R. Finché esisterà vibhakti, sarà necessario ricorrere a bhakti. Finché durerà viyoga, occorrerà perseguire lo yoga. Finché durerà la dualità, ci sarà Dio e il suo adoratore. Finché durerà il vichara, ci sarà ugualmente dualità.

Sarà solo quando ci si sarà fusi nella Sorgente che non resterà altro che l’unità. Lo stesso è per la bhakti. Quando il Dio della preghiera è realizzato, non c’è che l’unità. Perché Dio è anche pensato nel Sé e dal Sé. Dio è dunque identico al Sé.

Se qualcuno riceve il consiglio di praticare la bhakti per Dio e vi si consacra costantemente, è una buona cosa. Ma esiste un’altra categoria di uomini, che replica: “Noi siamo due; Dio ed io. Prima di cercare di conoscere un Dio lontano, voglio prima conoscere l’Io che mi è più immediato ed intimo.” A queste persone occorre insegnare il vichara-marga. In effetti, non c’è differenza fra la bhakti e il vichara. [128]

Ramana Maharshi

Discepolo: Si può parlare al Divino come fece Sri Ramakrishna?

Ramana Maharshi: Se ci si parla l’un l’altro, perché non si dovrebbe poter parlare al Divino nella stessa maniera?

D: Allora, perché non ci riusciamo?

M: Servono purezza, forza mentale e pratica nella meditazione.

D: A queste condizioni, allora il Divino sarà visibile?

M: Una tale manifestazione sarà reale quanto la tua stessa real­tà. In altre parole, quando identifichi te stesso con il corpo, come nel mondo manifesto, tu vedi gli oggetti grossolani; quando [ti identifichi] nel corpo sottile o sul piano mentale, come nel svapna [sogno], vedrai gli oggetti ugualmente sottili; in assenza di identificazione, come in sushupti [sonno profondo], non vedrai niente. L’oggetto visto man­tiene una relazione con lo stato del veggente.