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Il Maharshi

Aneddoti, ricordi, rimembranze, dialoghi...

“Quello [il Purusha] creò il prana; dal prana [creò] la fede e lo spazio, l’aria, il fuoco, l’ac­qua e la terra, gli organi, la mente e il cibo; dal cibo [creò] il vigore, l’asce­si, i mantra, i riti, i mondi e il nome [di ogni essere] nei mondi”. (Prasna Up., VI,4).

È interessante esaminare in profondità il senso dell’affermazione “dal prana creò la fede” quale pri­mo elemento immediato della sua manifestazione, precedente perfino l’akasha, o etere, o spazio. La fede è dunque qualcosa che, al pari del prana, per­mea e sostiene l’intera creazione vivente, come sostrato di tutta l’esistenza. Ma la fede introduce qualcosa di più dinamico ed essenziale ai fini del­la realizzazione dello scopo ultimo di tale esistenza.

Cos’è lo jnana-marga (la via della conoscenza)?

R. La concentrazione men­tale è, in un certo senso, comune alle due vie della conoscenza e dello yoga. Lo yoga mira all’unione dell’individuale e dell’universale: la realtà. Questa realtà non può essere nuova. Essa deve già esistere, esiste in questo stesso momento. Di conseguenza, la via della conoscenza cerca di sapere come la separazione (viyoga) è po­tuta sopravvenire. Se c’è separazi­one, non può che essere dalla realtà.

Considerando in quanti sot­tolineino la verità e la pro­fondità del simbolismo, ci si potrebbe chiedere perché Bhaga­van lo abbia ignorato, quasi senza farne cenno. Poiché il simbolismo è un utile aiuto nei percorsi indiret­ti, non è necessario in un cammi­no diretto di autoconoscenza o nel Vedanta Advaita su cui esso si basa.

Tre sono i livelli di percezione: fisico, universale e metafisico. Osservando dal livello fisico, tutto risulta un agglomerato senza signi­ficato di eventi accidentali e l’uomo erra straniero in un mondo alieno, mosso da leggi estranee che non comprende. Ponendosi dal livello universale, il mondo è un grande libro di simboli che mostrano gli attributi del Divino e manifestano il Suo Essere. Le realtà del piano fisico riflettono o rappresentano quelle del pia­no superiore. Il criptico ermetico recita: «Come sopra, così sotto».

L’essenza di tutti gli esseri è la terra.

L’essenza della terra è l’acqua.

L’essenza dell’acqua è la pianta.

L’essenza della pianta è l’essere umano.”

 

Così dice una massima della Chandogya Upanishad.

 

In India, la tradizione  del benessere risale a migliaia d’anni fa. Iniziò con l’uomo delle caverne che si nutriva di radici, foglie ed erbe crude prima di giungere alla conoscenza del fuoco che, in seguito, gli permise di scoprirne l’utilità per cucinare.

In questo modo l’uomo imitava soltanto gli animali, i quali consumavano le piante per curare le malattie. La natura ha provvisto gli animali di quella facoltà che li aiuta a riconoscere i sintomi delle malattie e ha fornito loro i mezzi per l’auto-diagnosi e l’auto-cura.

1879  Lunedì 30 Dicembre – corrisponde al 16 del margali (mese) del pramadi (anno) Tamil – Stella PurnavasuArdra Darshan. Nato alle ore una del mattino a Tiruchuli (‘Sri Sundara Mandiram’).

1891  Parte per Dindigul, dopo aver completato l’educazione elementare a Tiruchuli.

1892 18 febbraio: Morte del padre, Sundaram Iyer. Si trasferisce a Madurai. Studia alla scuola Scott Middle School e all’American Mission High School.

1895  Novembre: Sente nominare il nome ‘Arunachala’ da un anziano parente.