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Il Maharshi

Aneddoti, ricordi, rimembranze, dialoghi...

Nagamma, originaria dell' Andhra Pradesh, viveva qui ad Arunachala durante la vita di Bhagavan. Anche suo fratello era un grande devoto di Bhagavan, ma poteva  fargli solo visite occasionali perché era il manager di una banca di Madras. Perciò Nagamma prese l’abitudine di scrivergli per raccontargli dei fatti e dei detti di Bhagavan. Alcune di queste lettere sono state raccolte in un libro e pubblicate dall’Asramam, ma quella che segue non è stata ancora pubblicata in inglese.

Quando Bhagavan era ancora in vita, Varanasi Subbalakshmi si rese utile nel servizio nella cucina dell’asramam. La divinità che aveva scelto era il Signore Viswanath di Benares. Tuttavia, mentre stava ritornando definitivamente a Benares fece un sogno nel quale il Signore Viswanath le diceva di ritornare ad Arunachala, poiché Bhagavan Ramana era l’incarnazione di Rama, Krishna, Siva e di tutti gli altri Dei. Così lei racconta: Persi mio marito all’età di sedici anni e quindi tornai nella casa di mia madre dove vissi come deve fare una vedova, cercando di pregare e di meditare su Dio. Anche per mia madre,  devota alla ricerca spirituale, la religione era l’aspetto principale della sua vita.

Mantra estratti dal Yajurveda (Taittirīya-Aranyaka, X.10, 21-24; Mahānārāyana-Upanishad, 227-234), abitualmente recitati al termine di ogni recitazione dei Veda. Questi mantra sono recitati ogni giorno all’ashram di Srī Rāmana Maharshi. (Da Talks in francese, nota n. 33)

Alcuni devoti di Sri Ramana credono che egli si sia in un certo modo allontanato dall'Advaita di Sankara. La convinzione, tuttavia, non sembra avere una base reale. Solo quando si ritiene erroneamente che l'Advaita sia un sistema filosofico, può sembrare che gli insegnamenti di Ramana non rientrino nell'Advaita. Per comprendere la verità insegnata da Sankara e Ramana, è indispensabile ricordare che l'Advaita non è una dottrina settaria.